Le campane

La storia delle campane di Olmi comincia con una guerra. Negli anni della guerra di Cambrai, dal 1508 al 1516, la chiesa di S. Paolo apostolo in Lanzago, il più grosso centro religioso tra Lanzago e Monastier, andò in rovina e gli abitanti della zona furono costretti a servirsi della chiesa di che vide così accrescere in poco tempo la sua importanza sino al punto che nel 1509 essa fu provvista del fonte battesimale e di due campane di bronzo. Ma, come si sa, la gloria ha breve durata; pochi anni dopo, nel 1519, infatti, i superiori dei Canonici regolari di S.Salvatore di Venezia, da cui S.Floriano dipendeva, ordinarono di rimuovere il fonte battesimale e lasciarono alla chiesa una sola campana.

Delle vicende delle campane non si seppe più nulla fino al 1628, quando venne costruito il campanile e vi vennero collocate due campane.

Queste due prime campane svolsero la loro funzione di richiamo dei fedeli fino al 1856, quando, durante la sagra, la più grande delle due campane si spezzò. A questo punto il parroco e i parrocchiani di S.Floriano decisero di dotare la chiesa di tre nuove campane che furono fuse dalla ditta De Poli di Ceneda.

La campana grande pesa 342 Kg. e porta incise le immagini di Gesù Crocifisso, della Madonna del Rosario, di San Pietro e di Re Davide con la cetra. Ha incise le seguenti iscrizioni: Fugite portae edversae – Ecce crucem domini – Soli deo honor et gloria – A fulgure et tempestate libera nos domine – Venite filii, audite me.

La mezzana pesa 222 Kg. e porta incise la figure del Gesù Crocifisso, del Buon Pastore, della Madonna e di S.Pietro. Si leggono le seguenti iscrizioni: Ave, Maria, gratia plena – Venite adoremus.

La campana piccola pesa 170 kg. ed è stata fusa nel 1857, reca le immagini della Madonna Immacolata, di S.Sebastiano, di S.Cecilia e della Pietà. Le traversie non finirono però con la fusione delle tre nuove campane. Nel 1895 la campana mezzana si ruppe e dovette essere nuovamente fusa dalla ditta Colbacchini di Bassano del Grappa, tuttavia una volta issata sul campanile essa si rivelò stonata e dovette essere rimandata alla ditta fonditrice. Quest’ultima risolse il problema slabbrando la campana ma la popolazione disapprovò l’espediente, non volendo una campana monca, e si arrese solo di fronte al timore di nuove spese.All’inizio del novecento venne sostituita l’incasellatura delle campane ed esse ebbero una direzione diversa per prevenire l’usura derivante dal battito del batacchio. Nonostante tutti questi interventi la Chiesa di S.Floriano cominciava a mostrare preoccupanti segni di deterioramento. Il precario stato dell’edificio e la crescita della parrocchia in località Olmi, portarono all’abbandono della chiesa di S.Floriano e alla costruzione, terminata nel 1957, di una Sala Cappella. Nel nuovo luogo di culto non c’era però posto per le campane che vennero sostituite, nel 1962, da un campanile elettronico e rimasero, pericolanti, sul campanile di S. Floriano. Per molti anni esse corsero il rischio di crollare da un momento all’altro, sino a quando, pochi anni orsono venne presa la decisione di tirarle giù ed esporle alla venerazione popolare nella nuova chiesa parrocchiale. Nasce così il desiderio di far suonare di nuovo queste campane e di riportarle alla loro funzione originaria di ritmare il senso del tempo richiamandoci all’eterno e alla bellezza che sta al di là delle cose e che Gesù ci ha svelato.Grazie all’intuizione di P.Angelo Polesello e di tanti altri professionisti ed artigiani che hanno messo a servizio della comunità le loro competenze e la loro arte si è arrivati alla sistemazione che tutti possiamo osservare.Alle tre campane di S.Floriano ne abbiamo aggiunte altre due. In una accanto all’immagine della Madonna con Gesù abbiamo inciso il motto del nostro Vescovo Mons. Paolo Magnani : “Propter vos in persona Christi” (per voi nella persona di Cristo). Nell’altra con l’immagine di S.Francesco abbiamo scritto: “Beati coloro che vivono nella fiducia del cuore essi vedranno Dio” nella speranza che l’incontro col Signore Gesù faccia nascere nei cuori la gioia di vivere.